Gradara

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Alberghi e strutture ricettive a Gradara

Gradara: uno dei borghi più belli d'Italia

Nell'entroterra della riviera marchigiano-romagnola si trova la città di Gradara, senza dubbio uno dei borghi più belli e visitati d'Italia. Davvero interessante e ampio è il patrimonio artistico che questa località possiede, oltre ad un paesaggio magnifico che offre una vista davvero mozzafiato.
Si pone a 142 metri sopra il livello del mare, in una zona dal sapore antico, circondata da querce secolari, dove si narra la leggenda di Paolo e Francesca, citati dai vari Petrarca, Dante, D'Annunzio e Boccaccio.
Davvero interessante (e assolutamente da visitare), è il Castello di Gradara, uno dei migliori esempi (ancora oggi ottimamente conservato), di fortificazioni medievale nel nostro paese. Nacque inizialmente come fortezza militare nel corso del XII secolo, per poi divenire una maestosa residenza mobiliare delle famiglie più note della zona, come gli Sforza, i Della Rovere e i Malatesta.
Alloggiando nelle vicine località della zona (Gabicce, Pesaro, Cattolica, Misano Adriatico ecc.), in pochi minuti si potrà scoprire e conoscere meglio questo “paradiso naturale”.
Inoltre, a Gradara è possibile assaggiare le migliori pietanze e i migliori prodotti della Riviera Romagnola, vista la presenza di tantissimi agriturismi, ristoranti tipici ed osterie.

 

Signoria dei Malatesta

I Malatesta si affacciarono alle porte di Gradara attorno all'anno 1260. Così, dopo essere entrato in possesso del paese, Malatesta da Verucchio decise di dare il via alla costruzione della Roccaforte, lui che era un abile uomo d'arte.
Essa però non venne terminata, causa la morte di Giangiotto; se ne occupò cosi Pandolfo I, che decise di ultimarla aggiungendo ponti levatoi, torrioni e mura. Dopo la sua morte il possesso del paese passò in mano a Malatesta II, che riuscì a conquistare, dopo Pesaro, anche Rimini; sotto il suo governo, Gradara si dichiarò comune libero, dando inizio ad un periodo d'oro per questa area.
Gradara divenne immediatamente un luogo ideale per il soggiorno, il popolo potè trovare ottimi proventi nei traffici agricoli e i ricchi padroni chiamarono a convegno noti artisti e letterati.
Dopo la morte di Malatesta II, prese le redini del comando il figlio Malatesta; il 1424 però fu un anno davvero duro per il paese, perchè si susseguirono una serie di guerre e ribellini davvero dolorose e sanguinose. Uno degli episodi più noti della storia del castello avvenne quando Federico da Montefeltro e Francesco Sforza assediarono per 42 giorni Gradara senza però espugnarla, cosi come nel 1460. Successivamente, dopo un veloce e breve assedio, il paese venne espugnato dalle truppe comandate da Conte Federico da Montefeltro, mettendo così fine (dopo 2 lunghi secoli), alla signoria dei Malatesta in questa zona.

 

La storia di Paolo e Francesca

La storia di Paolo e Francesca parla di due innamorati che, purtroppo, morirono a causa della loro passione. Non si tratta di due personaggi immaginari, ma realmente esistiti, ovvero Francesca da Polenta e Paolo il Bello. La fanciulla era figlia di Guido Minore, abitava a Ravenna e qui viveva tranquilla e serena, nell'attesa che il padre le trovasse un marito adatto. Così, nel 1275 egli decise di dare in sposa la propria figlia a Giovanni Malatesta (soprannominato Giangiotto), che in passato lo aveva aiutato nel cacciare i Traversari, da sempre suoi acerrimi nemici. Per evitare il rifiuto di matrimonio da parte di Francesca, si tramò un inganno: i Malatesta mandarono dalla fanciulla Paolo il Bello, fratello di Giangiotto ed ella, appena lo vide, se ne innamorò subito, non sapendo che non era lui il futuro sposo; difatti Paolo la sposò solamente per conto del fratello e il fatidico “si” fu presto prounciato da entrambi. La ragazza però si rassegnò immediatamente e poco dopo misè al mondo Concordia, ma la tristezza nei suoi occhi era enorme, tuttavia Paolo andava spesso a trovarla, rammaricandosi del “fattaccio”; uno dei fratelli però, Malatestino dell'Occchio, scoprì, spiando, questi incontri segreti e lo riferì subito al fratello. Così nel settembre del 1289, accecato dalla gelosia, Giangiotto si vendicò e, nonostante il tentativo di fuga dei ragazzi, li uccise entrambi. Nel corso dei secoli molti poeti, artisti e musicisti presero spunto da questa tragedia e ancora oggi la storia affascina e attira a Gradara tantissime persone e innamorati.

 

Signoria degli Sforza

Nel 1464 Pio II cedette Gradara ad Alessando Sforza, ed gli si dedicò subito alla cura del Castello. Dopo la sua morte gli successe il figlio Costanzo; i Malatesta però pensarono al ritorno al paese è l'occasione si rivelò subito favorevole, quando Sisto IV scomunicò proprio Costanzo e Roberto Malatesta diede inizio ad una ribellione all'interno della Rocca con lo scopo di conquistarla. Il tentativò però non andò a buon fine e 1 anno dopo Roberto Malatesta ebbe per i figli, poco prima della sua morte, in omaggio da Sisto IV un grosso premio, ovvero Gradara; solo per poco però, perchè Papa Alessandro VI annullando l'accordo precedente, stabilì che il paese tornasse nel distretto di Pesaro. Dopo la morte di Costanzo Sforza, salì al potere il figlio Giovanni, che sposò Lucrezia Borgia: in suo onore, egli decise di restaurare e poi rendere ancora più bello il Castello di Gradara e anche la Chiesa di San Giovanni. Giovanni era molto liberale con il popolo, esentandoli spesso da dazi: ma Alessandro VI ambiva a costruire uno Stato per suo figlio Cesare Borgia e costrinse così lo Sforza ad annullare il matrimonio con Lucrezia. Dopo la sua morte però, lo Sforza riprese il possesso pieno di Gradara. Ma nel 1510 si spense, cosi come, due anni dopo, fece suo figlio Costanzo II avuto dalla moglie Ginevra Tiepolo.
 

 

Il Castello

Il Castello di Gradara è davvero conosciuto in tutta Italia. E', ancora oggi, uno dei migliori esempi di fortificazione medievale presenti nel nostro paese; nacque inizialmente come fortezza militare, al di sopra di un terreno di confine proprio agli inizi del XII secolo, per poi divenire una maestosa residenza nobiliare di proprietà delle varie famiglie che si susseguirono nel dominare questo territorio, ovvero prima i Malatesta, poi gli Sforza e i Della Rovere.
Il percorso all'interno della roccaforte si snoda dentro una serie di ambienti davvero suggestivi, come ad esempio il Cortile d'Onore, dove si affaccia il mastio che ospita poi la Sala delle Torture. Proseguendo, ecco che si incontrano appartamenti del piano nobile, dove sono presenti la Sala della Passione, il Salone di Sigismondo e di Isotta, la Sala dei Putti, la Sala del Consiglio, il Camerino di Lucrezia Borgia, la Sala dei Putti e quella del Consiglio, la Cappella Gentilizia, la Sala del Corpo di Guardia, la Camera di Francesca e del Cardinale.
Le sale militari e residenziali della struttura invece, si affiancano alla memoria di tutte le vicende dei vari personaggi che vissero all'interno, come Giovanni Sforza, Lucrezia Borgia, Sigismondo Malatesta e l'amata Isotta.
Va comunque sottolineato che la fortuna del Castello di Gradara è dovuta soprattutto alla tragica storia d'amore tra Paolo e Francesca, perchè è qui che si è consumato il loro amore ed è qui che, ancora oggi, molti giovani e innamorati si spingono fino al paese per osservare da vicino le testimonianze di questa triste vicenda.

 

Signoria dei Della Rovere

Gli ultimi a governare Gradara furono i Della Rovere, antica e nobile famiglia. Difatti nel 1513 l'attuale Papa Giulio Il Della Rovere, una volta terminato il dominio degli Sforza, decise di affidare Gradara a Francesco Maria I Della Rovere. Con l'avvento al papato di Leone X poi, il paese passò sotto il dominio del nipote Lorenzino; la morte del Papa e di Lorenzo, permisero al Della Rovere di riprendersi tutta l'area, affidandone il governo a sua moglie, Eleonora Gonzaga. Con la morte di Francesco Maria I, salì al trono il figlio Guidobaldo che donò il Castello alla sua seconda moglie, Vittoria Farnese.
Successivamente ne ospitò all'interno Paolo III e in questa occasione decise di celebrare la messa all'interno della Cappella; inoltre, per ricordare questa importante visita, venne murata anche una lapida. Vittoria Farnese comunque governo con passione la città, riformando nel 1552 gli antichi Statuti Malatestiani. Quando Guidubaldo morì, gli sucesse il figlio Francesco Maria Il Della Rovere e questi, seguendo il consiglio dei predecessori, affidò Gradara a Livia, sua seconda moglie. Con la fine di Francesco Maria II, vista la mancanza di eredi, il Ducato di Urbino passò in mano alla Chiesa.